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Funnel di vendita B2B: cos’e’ e come costruirlo

Il funnel di vendita B2B è la rappresentazione delle fasi che un potenziale cliente attraversa dal primo momento in cui scopre la tua azienda fino alla firma dell’ordine. Nel B2B non è un imbuto lineare e veloce, ma un percorso lungo, fatto di più persone che valutano, confrontano e rimandano la decisione. Serve a governare quel percorso invece di subirlo.

La maggior parte delle aziende manifatturiere un funnel non ce l’ha. Ha ordini che arrivano per inerzia, grazie a una reputazione costruita anni fa, e li chiama fortuna. Il problema nasce il giorno in cui un cliente storico sparisce e non c’è nessun sistema che porti avanti i contatti nuovi. Se questa immagine ti riguarda, questo articolo ti serve.

Che cos’è il funnel di vendita B2B

Il funnel, in italiano imbuto, è un modo di ordinare la realtà. In alto, nella parte larga, ci sono tutte le aziende che potrebbero avere bisogno di quello che produci ma non ti conoscono ancora. Man mano che scendi, il numero si restringe: alcune ti scoprono, alcune si informano, poche arrivano a chiederti un preventivo, una firma l’ordine.

Non è un trucco di marketing, è una mappa

Chi vende macchinari, componenti o servizi tecnici spesso storce il naso davanti alla parola funnel, la associa alle promesse gonfiate del web. In realtà è solo una mappa del tuo processo commerciale. Ti dice dove entrano i contatti, dove si fermano e dove li stai perdendo.

Senza questa mappa lavori a sensazione. Con questa mappa hai numeri: sai quanti contatti nuovi ti servono in cima per chiudere un ordine in fondo, e in quanto tempo. È il primo passo per smettere di dipendere dal caso.

Consiglio

Prima di parlare di contenuti o di canali, disegna il tuo funnel attuale su un foglio. Segna quanti contatti nuovi hai ricevuto negli ultimi dodici mesi e da dove sono arrivati. Se non sai rispondere, hai già trovato il problema numero uno.

Perché nel manifatturiero il funnel funziona in modo diverso

Il funnel classico che trovi nei corsi è pensato per vendite semplici e veloci. Nel B2B ad alto valore, con contratti sopra i 100.000 euro e cicli di tre, sei mesi o più, quel modello non regge. Ci sono due differenze che cambiano tutto.

Decide un gruppo, non una persona

Nel manifatturiero non compra un singolo. Compra un comitato: l’ufficio tecnico, gli acquisti, a volte la direzione. Ognuno guarda cose diverse e ognuno può bloccare la trattativa. Il tuo funnel deve nutrire tutte queste persone, non solo quella con cui parli. Su questo tema abbiamo scritto una guida dedicata al comitato d’acquisto nel B2B.

Il cliente arriva già informato

Secondo Gartner, oggi l’acquirente B2B completa circa l’80 per cento del suo percorso d’acquisto prima ancora di contattare un fornitore, passa solo il 17 per cento del tempo a parlare con i commerciali e nel 67 per cento dei casi preferisce arrivare alla decisione senza un venditore addosso. Il comitato che decide conta spesso dalle sei alle dieci persone.

80%

La quota del percorso d’acquisto che il buyer B2B completa da solo, prima di contattarti (Gartner)

Cosa significa per te. Quando il potenziale cliente ti chiama, la partita è già quasi decisa. Se nella prima parte del percorso, quella in cui lui si informa da solo, la tua azienda è invisibile, non entri nemmeno nella lista. Il funnel serve proprio a presidiare quella fase silenziosa.

Consiglio

Non aspettare la telefonata per raccontare chi sei. Metti il tuo know-how tecnico dove il buyer lo cerca mentre si informa da solo, così quando alza il telefono ti ha già scelto. Puoi scrivere alla nostra pagina contatti per capire da dove partire.

Le fasi del funnel B2B, spiegate una a una

Un funnel B2B solido si regge su tre fasi. Le chiamo con parole semplici: scoperta, valutazione, decisione. A ciascuna corrisponde uno stato mentale diverso del cliente, quindi un contenuto diverso da parte tua.

Fase 1, scoperta

Il cliente non sa ancora di avere un problema chiaro, o non sa che tu esisti. Qui servono contenuti che spiegano, che educano, che mostrano competenza senza vendere. Un post che racconta come si risolve un problema tecnico ricorrente vale più di dieci post sul tuo prodotto.

Fase 2, valutazione

Il cliente ha capito il problema e sta confrontando i fornitori. Qui servono prove: schede tecniche, un PDF che spiega il tuo metodo, contenuti che rispondono alle obiezioni. È il momento in cui un contatto tiepido può diventare un contatto caldo che lascia i propri dati.

Fase 3, decisione

Il cliente ha una lista corta e deve scegliere. Qui contano fiducia e prova sociale: referenze, autorevolezza del titolare, la sensazione di avere davanti un interlocutore affidabile. La comunicazione fatta nelle fasi precedenti raccoglie qui i suoi frutti.

Il rischio più comune è parlare sempre della fase 3, cioè del prodotto, ignorando le prime due. Così raggiungi solo chi è già pronto a comprare, una minoranza, e resti invisibile a tutti gli altri.

Le tre fasi a confronto

Fase Stato del cliente Cosa gli serve da te
Scoperta Non ti conosce, non ha ancora messo a fuoco il bisogno Contenuti che spiegano e mostrano competenza
Valutazione Confronta più fornitori, cerca prove Schede tecniche, PDF di metodo, risposte alle obiezioni
Decisione Ha una lista corta e deve scegliere Fiducia, referenze, autorevolezza del titolare

Se vuoi capire come un contatto passa dalla fase due alla fase tre, ne parliamo nella guida alla lead generation B2B, dove spieghiamo come si raccoglie un contatto caldo senza inseguirlo.

Come costruire il funnel su LinkedIn: i passi pratici

LinkedIn è il posto dove nel B2B si presidia la fase silenziosa del percorso, quella in cui il buyer si informa da solo. Qui trovi i decisori, gli uffici tecnici, gli acquisti. Vediamo come tradurre le tre fasi in un funnel concreto, passo per passo.

I passi operativi, in ordine

Ecco la sequenza che seguo quando imposto un funnel per un’azienda manifatturiera. Non è teoria, è il lavoro che si fa concretamente.

  • Ottimizza profilo del titolare e pagina aziendale, perché sono la prima cosa che il buyer guarda quando ti sta valutando.
  • Pubblica contenuti di scoperta con costanza, che spiegano problemi e soluzioni del tuo settore senza parlare solo di prodotto.
  • Prepara un contenuto di valutazione da scaricare, di solito un PDF tecnico, che il potenziale cliente ottiene lasciando i propri dati.
  • Raccogli i contatti di chi scarica e passali al commerciale già caldi, senza fargli inseguire freddi.
  • Misura, correggi, ripeti: guarda dove i contatti si fermano e rinforza quella fase.

Consiglio

Il PDF tecnico è lo snodo che trasforma un lettore in un contatto con nome e cognome. Nel nostro metodo, dal primo mese il commerciale riceve un file con i dati di chi ha scaricato, come mostrano i nostri casi studio. Approfondiamo il tema nell’articolo sul PDF tecnico come strumento di lead generation.

Questo è il cuore del metodo LinkedIn Formula: strategia commerciale prima, contenuti dopo, e un flusso di contatti caldi che non pesa sui venditori. Se vuoi capire se si applica alla tua azienda, il modo più veloce è scriverci dalla pagina contatti.

Vuoi un funnel che porti contatti caldi senza rubare tempo ai tuoi commerciali?

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Come misurare il funnel: i KPI che contano

Un funnel che non misuri è solo un disegno. La differenza tra chi spende in fiere senza sapere il ritorno e chi governa la crescita sta tutta qui: nei numeri che guardi ogni mese.

I numeri da tenere sott’occhio

Non ti servono decine di metriche. Te ne bastano poche, ma vere. Quanti contatti nuovi entrano ogni mese in cima al funnel. Quanti di questi diventano contatti caldi, cioè lasciano i propri dati. Quanti diventano trattative aperte. Quanto tempo passa da un passaggio all’altro.

La domanda che filtra tutto

Ogni attività va misurata su una sola domanda: questa cosa porta un contatto più vicino a una trattativa? Se un post o un canale non muove nessun numero del funnel, non serve all’obiettivo commerciale e va cambiato.

Gli errori che svuotano il funnel

Il primo errore è guardare le vanity metrics: like, follower, visualizzazioni. Sono numeri di vetrina, non dicono nulla sul fatturato. Il secondo è riempire solo la fase di decisione e lasciare vuote scoperta e valutazione: così il funnel resta magro in cima e a fondo non arriva quasi nessuno.

Il terzo errore è la lentezza. Un contatto caldo che aspetta giorni prima di una risposta si raffredda. La velocità con cui il commerciale ricontatta chi ha scaricato incide direttamente sulla chiusura, come raccontiamo nell’articolo sulla velocità della pipeline commerciale. Se le tue trattative si bloccano a metà, spesso il problema è a monte, in un funnel che non nutre il cliente nelle fasi giuste.

Consiglio

Fissa un solo appuntamento fisso al mese con i tuoi numeri di funnel. Bastano trenta minuti per capire dove i contatti si fermano. Se non sai da dove cominciare a leggerli, scrivici dalla pagina contatti e li guardiamo insieme.

Valentina Vandilli, esperta di LinkedIn e Comunicazione B2B

Valentina Vandilli

LinkedIn Trainer Certificata

L’opinione dell’esperta di LinkedIn e Comunicazione B2B

Lo so cosa temi davvero: essere la generazione che eredita l’azienda e la lascia scivolare, perché gli ordini che oggi arrivano da soli un giorno potrebbero non arrivare più. Il funnel non è una moda del marketing, è la tua assicurazione contro quel giorno.

Non devi diventare un esperto di imbuti né rubare tempo ai tuoi commerciali. Devi solo smettere di affidare la continuità dell’azienda alla fortuna e iniziare a governare un sistema. Il primo passo è piccolo: capire quanti contatti nuovi entrano davvero, oggi.

Parti dalla strategia commerciale, non dai contenuti. I contenuti sono la conseguenza, la strategia è la causa. Quando l’ordine giusto arriva, il funnel ha già lavorato per te nei mesi in cui il cliente ti osservava in silenzio.

Il consiglio pratico: disegna il tuo funnel attuale questa settimana e conta i contatti nuovi degli ultimi dodici mesi. Quel numero, da solo, ti dirà se stai crescendo o stai vivendo di rendita.

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Domande frequenti sul funnel di vendita B2B

Che differenza c’è tra funnel di vendita e funnel di marketing?

Sono due parti dello stesso percorso. Il funnel di marketing porta gli sconosciuti a scoprirti e a scaldarsi, il funnel di vendita prende quei contatti caldi e li accompagna alla firma. Nel B2B devono parlarsi: un marketing che genera contatti e un commerciale che non li lavora sprecano il funnel a metà.

Quanto tempo serve per vedere risultati da un funnel B2B?

Dipende dal tuo ciclo di vendita, che nel manifatturiero è spesso di tre, sei mesi. I primi contatti caldi possono arrivare già dalle prime settimane, ma la chiusura segue i tempi naturali della tua trattativa. Il funnel è un lavoro di medio periodo, non un colpo rapido.

Serve un funnel se la mia azienda ha già molti clienti?

Sì, proprio in quel caso. Chi ha clienti grazie alla reputazione storica è il più esposto: quando un cliente storico sparisce, senza un funnel non c’è un sistema che porti contatti nuovi. Il funnel serve a non dipendere dalla fortuna e dal passaparola.

Il funnel pesa sui miei commerciali?

Non deve. Un funnel ben costruito consegna al commerciale contatti già caldi, con nome e dati, che hanno scaricato un contenuto tecnico. Il venditore smette di inseguire freddi e lavora solo chi ha già alzato la mano. È il contrario di un peso in più.

Da dove conviene partire per costruire il primo funnel?

Dalla strategia commerciale, non dai contenuti. Prima si definisce chi vuoi raggiungere e con quale offerta, poi si costruiscono i contenuti che nutrono ogni fase. Se vuoi un punto di partenza guidato, scrivici dalla pagina contatti e impostiamo insieme la prima mappa.

Valentina Vandilli, LinkedIn Trainer Certificata

Valentina Vandilli è consulente di comunicazione B2B e LinkedIn Trainer certificata, attiva dal 2014 nello sviluppo di strategie LinkedIn orientate alla generazione di clienti e alla crescita commerciale. Lavora con aziende e professionisti per trasformare LinkedIn in un canale strutturato di sviluppo business, integrando strategia, contenuti e advertising.

È fondatrice di Vandilli Valentina S.r.l. e autrice del metodo LinkedIn Formula ADS e del libro "Vendimi questa vite". Sul blog vandilli.it condivide guide pratiche e analisi dedicate all’utilizzo di LinkedIn nel contesto B2B.

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